Marzo 24, 2009 - LaRepubblica.it, Calcio
Archivio - Marzo 24th, 2009
Marzo 24, 2009 - Formula1, La Gazzetta dello Sport
“Minacce di boicottaggio da Briatore e Ron Dennis”
"Minacce di boicottaggio
da Briatore e Ron Dennis"
Ecclestone rivela al "Times" che McLaren e Renault volevano disertare il GP d'Australia perchè non avrebbero ricevuto una somma che gli spettava in base al nuovo Patto della Concordia. Alla fine ha vinto il patron, anche per una questione di...voli aerei
Ecclestone rivela al "Times" che McLaren e Renault volevano disertare il GP d'Australia perchè non avrebbero ricevuto una somma che gli spettava in base al nuovo Patto della Concordia. Alla fine ha vinto il patron, anche per una questione di...voli aerei
Marzo 24, 2009 - CalcioMalato.blogosfere.it, Calcio
Calcio e tifosi, il tifo e la politica: storia e geo-politica del tifo in Italia (terza parte)
In Italia dopo i “Fedelissimi Granata 1951”, il primo gruppo ultras vero e proprio è quello dei "Boys-San" di Milano, formatosi nel 1969, mentre sono stati i tifosi della Sampdori i primi, sempre nel 1969 ad utilizzare il termine “ultras” (nel gruppo organizzato “Ultras Tito Cucchiaroni”). e successivamente del Toro, nella loro denominazione "Ultras Granata".Negli anni ’60 è attorno alle grandi squadre che si formano questi gruppi di tifo organizzato: cominciano a nascere gruppi ultras che utilizzano nomi caratteristici per differenziarsi dal resto dei tifosi della propria squadra e dagli altri gruppi organizzati.
In questi anni il tifo è ancora un tifo pulito e colorato: nascono le coreografie, si cantano cori ed inni per incitare i propri beniamini (e non per insultare i rivali), gli stadi sono pieni di bandiere e vengono lanciati anche coriandoli (rigorosamente con i colori della propria squadra) e vengono accesi i primi fumogeni.
Marzo 24, 2009 - CalcioMalato.blogosfere.it, Calcio
Calcio e tifosi, il tifo e la politica: storia e geo-politica del tifo in Italia (seconda parte)
Secondo il Viminale l’85% dei tifosi di calcio ha una tessera di partito.Nulla di strano, nulla di sconcertante.
Rimane solo difficile, però, immaginare come il tifo organizzato in Italia possa essere definito “estraneo” al mondo politico: ma è la storia stessa del fenomeno ultras a raccontare come questo legame sia sempre stato molto stretto.
Basta leggere ed andare a cercare le cronache dei giornalisti sportivi per poter riuscire a tracciare un quadro esauriente di quello che è stato ed è il tifo in Italia: il fenomeno “ultras”, del resto, è sempre stato affrontato con molta attenzione dai mass media, interessati a raccontarlo non tanto per comprenderlo, quanto per capire il "target" a cui doversi rivolgere per poter confezionare un prodotto più vendibile.
Perchè tanto l'interesse che muove le cose è sempre stato ed è solamente quello economico.
Marzo 24, 2009 - LaRepubblica.it, Calcio
La Uefa pensa a tassa sul lusso
Calcio
ROMA - Un calcio economicamente piu equo e, per ciò stesso più interessante e competitivo. Un calcio europeo che cerca spunti altrove (baseball Usa) per riformarsi e propende per un'ipotetica "tassa sul lusso". Vuoi in squadra Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e Buffon? Libera la società di acquistarli tutti e tre, ma, poi, dovrà versare un balzello che le altre squadre si divideranno con l'obiettivo, appunto, di rendere più competitivo ed equilibrato il campionato.
Dell'idea si discute a livello Uefa e, oggi, ne parla il Financial Times. Il presidente del calcio europeo Michel Platini - riporta il quotidiano economico-finanziario inglese - ritiene che il dominio delle società più ricche abbia creato uno squilibrio nel mondo del calcio e che tante società più piccole rischino la bancarotta. In Francia, ad esempio, il Lione ha vinto gli ultimi sette campionati; in Portogallo il Porto ha conquistato il titolo sei volte negli ultimi sette anni, in Spagna la Liga è diventata un affare tra Real Madrid e Barcellona, in Inghilterra e in Italia sono sempre le solite tre o quattro squadre a contendersi il campionato. Alla ricerca di spunti - ricostruisce il FT - i dirigenti Uefa il mese scorso si sono recati negli Stati Uniti per studiare il modello fiscale della Major League Baseball.
La Mlb (come anche altre leghe sportive Usa) ha stabilito da tempo il "salary cap" cioé un tetto in denaro che la somma totale degli stipendi di una squadra non può superare. In sostanza, significa che se un club vuole tanti fuoriclasse superpagati, dovrà sottopagare gli altri giocatori della rosa finendo per creare squilibri e problemi. Entro certi limiti, poi, il "salary cap" può essere superato ma, in questo caso, il club dovrà pagare una specie di multa o, appunto. "tassa sul lusso". E' a questa che vorrebbero ispirarsi i maggiorenti della Uefa ritenendo che il "salary cap", per molti motivi, non sia di facile applicazione in Europa anche perché le grandi squadre devono competere su due fronti (campionato nazionale e champions) e, per forza di cose devono attrezzarsi meglio delle altre.
L'altra caratteristica degli sport Usa è la cosiddetta "draft", il sistema, cioé, delle scelte tra i giocatori che escono dall'università e che si svolge, come è noto, dando la prima possibilità di scegliere alla squadra che è arrivata ultima nel campionato professionistico. In questo modo le squadre più deboli (o quelle che hanno chiuso un ciclo come i Chicago Bulls quando Michael Jordan smise di giocare) possono, a poco a poco, ritornare ad essere competitive con le più forti. Un modo per rendere più interessanti i tornei.
Strano che, nella patria del liberismo, i valori sportivi siano riusciti a introdurre regole "perequative" che difficilmente avrebbero riscontro nella vecchia e sociale Europa. Qui, al massimo, si potrà parlare di "tassa sul lusso" (suona bene perché ha implicito un concetto di esclusività) o di ridurre il numero di giocatori... Del resto, provate a parlare di legge antitrust ai capitalisti italiani...
La Uefa pensa a tassa sul lusso
Il Financial Times rivela che Platini e la Uefa ci stanno pensando. I club che hanno troppi campioni in organico dovranno versare una somma perequativa. Si studia l'esempio del basket Usa
(15:34 24/03/2009)

ROMA - Un calcio economicamente piu equo e, per ciò stesso più interessante e competitivo. Un calcio europeo che cerca spunti altrove (baseball Usa) per riformarsi e propende per un'ipotetica "tassa sul lusso". Vuoi in squadra Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e Buffon? Libera la società di acquistarli tutti e tre, ma, poi, dovrà versare un balzello che le altre squadre si divideranno con l'obiettivo, appunto, di rendere più competitivo ed equilibrato il campionato.
Dell'idea si discute a livello Uefa e, oggi, ne parla il Financial Times. Il presidente del calcio europeo Michel Platini - riporta il quotidiano economico-finanziario inglese - ritiene che il dominio delle società più ricche abbia creato uno squilibrio nel mondo del calcio e che tante società più piccole rischino la bancarotta. In Francia, ad esempio, il Lione ha vinto gli ultimi sette campionati; in Portogallo il Porto ha conquistato il titolo sei volte negli ultimi sette anni, in Spagna la Liga è diventata un affare tra Real Madrid e Barcellona, in Inghilterra e in Italia sono sempre le solite tre o quattro squadre a contendersi il campionato. Alla ricerca di spunti - ricostruisce il FT - i dirigenti Uefa il mese scorso si sono recati negli Stati Uniti per studiare il modello fiscale della Major League Baseball.
La Mlb (come anche altre leghe sportive Usa) ha stabilito da tempo il "salary cap" cioé un tetto in denaro che la somma totale degli stipendi di una squadra non può superare. In sostanza, significa che se un club vuole tanti fuoriclasse superpagati, dovrà sottopagare gli altri giocatori della rosa finendo per creare squilibri e problemi. Entro certi limiti, poi, il "salary cap" può essere superato ma, in questo caso, il club dovrà pagare una specie di multa o, appunto. "tassa sul lusso". E' a questa che vorrebbero ispirarsi i maggiorenti della Uefa ritenendo che il "salary cap", per molti motivi, non sia di facile applicazione in Europa anche perché le grandi squadre devono competere su due fronti (campionato nazionale e champions) e, per forza di cose devono attrezzarsi meglio delle altre.
L'altra caratteristica degli sport Usa è la cosiddetta "draft", il sistema, cioé, delle scelte tra i giocatori che escono dall'università e che si svolge, come è noto, dando la prima possibilità di scegliere alla squadra che è arrivata ultima nel campionato professionistico. In questo modo le squadre più deboli (o quelle che hanno chiuso un ciclo come i Chicago Bulls quando Michael Jordan smise di giocare) possono, a poco a poco, ritornare ad essere competitive con le più forti. Un modo per rendere più interessanti i tornei.
Strano che, nella patria del liberismo, i valori sportivi siano riusciti a introdurre regole "perequative" che difficilmente avrebbero riscontro nella vecchia e sociale Europa. Qui, al massimo, si potrà parlare di "tassa sul lusso" (suona bene perché ha implicito un concetto di esclusività) o di ridurre il numero di giocatori... Del resto, provate a parlare di legge antitrust ai capitalisti italiani...
La Uefa pensa a tassa sul lusso
Il Financial Times rivela che Platini e la Uefa ci stanno pensando. I club che hanno troppi campioni in organico dovranno versare una somma perequativa. Si studia l'esempio del basket Usa
(15:34 24/03/2009)
Marzo 24, 2009 - Calcio, La Gazzetta dello Sport
Ancora miracolo Chievo “Il segreto nella difesa”
Ancora miracolo Chievo
"Il segreto nella difesa"
Negli ultimi 11 turni la squadra di Di Carlo ha totalizzato 20 punti, come il Cagliari. Solo Inter, Juve e Milan hanno fatto meglio nello stesso periodo. Di Carlo: "Siamo diventati più cauti dietro". Pinzi e Rigoni decisivi
Negli ultimi 11 turni la squadra di Di Carlo ha totalizzato 20 punti, come il Cagliari. Solo Inter, Juve e Milan hanno fatto meglio nello stesso periodo. Di Carlo: "Siamo diventati più cauti dietro". Pinzi e Rigoni decisivi
Marzo 24, 2009 - Ciclismo, La Gazzetta dello Sport
Armstrong: “Una settimana per decidere sul Giro”
Armstrong: "Una settimana
per decidere sul Giro"
Dopo la frattura della clavicola patita ieri alla Vuelta Castilla y Leon, il texano è tornato a casa e verrà operato in un paio di giorni: "Ho bisogno di riposo e di fare un nuovo piano". Zomegnan, direttore della corsa rosa: "Ci ha abituato ai miracoli, speriamo possa compierne un altro". Bruyneel, team manager dell'Astana: "Ci sono i margini perché recuperi in tempo"
Dopo la frattura della clavicola patita ieri alla Vuelta Castilla y Leon, il texano è tornato a casa e verrà operato in un paio di giorni: "Ho bisogno di riposo e di fare un nuovo piano". Zomegnan, direttore della corsa rosa: "Ci ha abituato ai miracoli, speriamo possa compierne un altro". Bruyneel, team manager dell'Astana: "Ci sono i margini perché recuperi in tempo"
Marzo 24, 2009 - Ciclismo, La Gazzetta dello Sport
Napolitano sale sul treno
Napolitano sale sul treno
Nella prima semitappa della settimana "Coppi&Bartali" il velocista della Katusha sfrutta il lavoro dei compagni e batte allo sprint lo sloveno Kump e Rossi: "E' la mia terza vittoria del 2009, le cose stanno andando per il meglio". Nel pomeriggio la cronosquadre
Nella prima semitappa della settimana "Coppi&Bartali" il velocista della Katusha sfrutta il lavoro dei compagni e batte allo sprint lo sloveno Kump e Rossi: "E' la mia terza vittoria del 2009, le cose stanno andando per il meglio". Nel pomeriggio la cronosquadre
Marzo 24, 2009 - Calcio, La Gazzetta dello Sport
Torino, via Novellino Cairo sceglie Camolese
Torino, via Novellino
Cairo sceglie Camolese
Manca ancora l'ufficialità, ma ormai è deciso: il tecnico, già alla guida dei granata dal 2000 al 2002, torna sulla panchina che lo ha lanciato
Manca ancora l'ufficialità, ma ormai è deciso: il tecnico, già alla guida dei granata dal 2000 al 2002, torna sulla panchina che lo ha lanciato
Marzo 24, 2009 - Calcio, La Gazzetta dello Sport
Toni: “Amauri azzurro? Io non sarei d’accordo”
Toni: "Amauri azzurro?
Io non sarei d'accordo"
L'attaccante della Nazionale, attualmente infortunato, intervistato dal settimanale "Chi" sponsorizza altri giocatori e indica tra i suoi preferiti Di Vaio e Pazzini: "Due campioni eccezionali che non hanno problemi di carta d'identità o di passaporto". E annuncia: "Entro l'anno sposo Marta Cecchetto"
L'attaccante della Nazionale, attualmente infortunato, intervistato dal settimanale "Chi" sponsorizza altri giocatori e indica tra i suoi preferiti Di Vaio e Pazzini: "Due campioni eccezionali che non hanno problemi di carta d'identità o di passaporto". E annuncia: "Entro l'anno sposo Marta Cecchetto"


